7 ottobre 2016 | by La Redazione Veneto
Idv contro il trasferimento

«Sulla carta l’Istituto oncologico veneto rimane a Padova, ma nei fatti passa in terra trevigiana. Tredici primariati su venticinque avranno sede all’ospedale di Castelfranco: questo è cannibalizzare la sanità padovana». È la denuncia di Antonino Pipitone, responsabile regionale veneto di Italia dei Valori, che torna sul trasferimento delle attività oncologiche appartenenti all’Irccs di via Gattamelata, […]

iov-padova«Sulla carta l’Istituto oncologico veneto rimane a Padova, ma nei fatti passa in terra trevigiana. Tredici primariati su venticinque avranno sede all’ospedale di Castelfranco: questo è cannibalizzare la sanità padovana». È la denuncia di Antonino Pipitone, responsabile regionale veneto di Italia dei Valori, che torna sul trasferimento delle attività oncologiche appartenenti all’Irccs di via Gattamelata, verso la struttura ospedaliera dell’Usl 8. Le modifiche alle schede ospedaliere sono state approvate lo scorso 15 settembre, attraverso una delibera regionale in Quinta commissione. Durante la votazione l’opposizione si è astenuta e la delibera è passata senza nessun voto contrario. «Tra qualche mese Castelfranco avrà 150 posti letto mentre Padova solo 120», specifica Antonino Pipitone, responsabile regionale veneto di Italia dei Valori, «Il presidente della commissione sanità, Fabrizio Boron, ha una responsabilità enorme in questa scelta incomprensibile. Non si capisce perché non si può trovare spazio a Padova: accanto ad eccellenze nazionali come l’Università e il Policlinico». Il contenuto della delibera è stato definito durante un tavolo tecnico composto dal presidente della Scuola di medicina uscente, il professor Santo Davide Ferrara; dall’attuale presidente, il professor Mario Plebani; dal rettore Rosario Rizzuto e dal segretario della sanità della Regione, Domenico Mantoan. «Sarebbe opportuno sapere cosa si sono detti durante il tavolo di confronto», specifica Antonino Pipitone, «devono spiegare ai cittadini cosa guadagna lo Iov di Padova da questo ridimensionamento». L’attesa rimane per il nuovo polo della salute. «Finora l’Università ha tenuto una posizione poco chiara sul nuovo ospedale», dichiara Luigi Tarzia della Lista Civica per Padova, «L’Università non può essere solo spettatore, ma deve assumere un ruolo di arbitro per la sanità padovana. Sfidiamo il sindaco di Padova a realizzare il nuovo ospedale. Bitonci, in due anni, non ha fatto altro che creare conflitti e perdere tempo. Faccio presente che il sindaco di Padova appartiene allo stesso partito del governatore del Veneto, motivo per cui avrebbero dovuto sviluppare il problema in poco tempo. Di fatto, invece, l’amministrazione Zanonato-Rossi ha ottenuto più risultati».

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